CONFERITA AL COMUNE DI ARCONATE LA MEDAGLIA AL VALORE MORALE
Area: Amministrazione generale
Pubblicato il: 27/10/2011
"L'unità d'Italia non è stata un regalo, ma il frutto di un pensiero, di azioni e di sacrifici che la guerra del '15-'18 ha coronato. A chi ha compiuto quel sacrificio va la nostra eterna riconoscenza, onorando il valore indissolubile dell'Unita' d'Italia". È racchiuso nelle parole del Ministro della Difesa Ignazio La Russa il significato della cerimonia durante la quale, mercoledì 25 ottobre, è stata consegnata al Sindaco d'Arconate Mario Mantovani la medaglia commemorativa destinata ai Comuni di residenza delle famiglie che hanno subito la perdita di tre o più congiunti durante il primo conflitto mondiale. L'iniziativa, che rientra nelle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, ha visto Arconate ricevere pertanto la medaglia al valore morale al gonfalone per aver dato alla patria i tre fratelli Carlo, Luigi ed Ernesto Monolo, morti proprio nella guerra del '15-'18. Grande emozione per il Senatore Mantovani, il quale ha ringraziato il Ministro per aver valorizzato la vicenda dei tre giovani "che dev'essere tramandata, soprattutto ai giovani d'oggi e testimonia l'impegno di una gioventù che fu pronta a dare la vita per realizzare il sogno di una nazione divenuta patria". Presenti a Roma, accanto alle più alte cariche militari, gli amministratori locali, i rappresentanti delle associazioni, i discendenti della famiglia Monolo e un folto gruppo di Arconatesi.
Un riconoscimento che arriva a seguito di una ricerca storica condotta nell'estate del 2008 e che ha riportato alla luce la storia di Carlo, Luigi ed Ernesto Monolo, tre fratelli arconatesi che, con estremo sacrificio, "in nome di una Patria unita e salvata a caro prezzo", dice Mantovani, persero la vita proprio durante la Grande Guerra.
Carlo Monolo, il maggiore, nato il 7 settembre 1887, lasciò Arconate per il fronte a 28 anni. Un arruolamento tardivo, il suo. Il 26 febbraio 1916 si trovava in territorio dichiarato in stato di guerra, nel 35° Reggimento Fanteria. Quindici mesi dopo, la sua giovane vita era già spezzata: il 20 maggio 1917 (come risultato dalle accurate ricerche condotte all'Archivio di Stato di Milano) Carlo rientrava tra i dispersi in guerra «di quota 126 Gorizia». Il destino non gli ha risparmiato nulla: prima i lutti familiari (ovvero la morte della moglie Luigia, scomparsa a soli 26 anni e della piccola figlia Carolina, a tre anni) poi la repentina fine della sua esistenza, colpito da una granata austriaca. Della sua famiglia rimase solo il figlio Francesco che, orfano di entrambi i genitori, venne affidato ad un istituto d'assistenza.
Luigi Monolo, il secondo dei dieci figli avuti da Angela e Pasquale Monolo, perse anch'egli la vita giovanissimo, ferito mortalmente da alcuni proiettili ricevuti in fronte. Aveva solo 21 anni.
Infine Ernesto, un "ragazzo del '99", morto alla vigilia dell'Armistizio. La terza grave perdita subita dalla famiglia Monolo. Una privazione, come comprensibile, dolorosissima, di cui i genitori vennero a conoscenza un mese dopo dalla sua dipartita. Testimonianze, a questo proposito, narrano che, al padre di questo valoroso soldato, il quale si era recato in Municipio ad Arconate per ottenere informazioni su Ernesto, nessun funzionario ebbe il coraggio di comunicare il decesso del terzo figlio, nonostante il telegramma del Ministero della Guerra fosse arrivato già da qualche giorno.
"Tutti e tre, i fratelli Monolo, sono stati dunque chiamati alle armi per combattere la stessa guerra, per garantire quella libertà che noi oggi viviamo, ma che spesso non sappiamo riconoscere", rileva il Senatore, esprimendo così soddisfazione per il riconoscimento che il Ministero della Difesa intende attribuire al Comune da lui amministrato.
Una storia, quella dei fratelli Monolo, che il Senatore Mantovani, nella cittadina arconatese, ha cercato di far conoscere in questi anni ai suoi concittadini, in modo particolare in occasione del 4 Novembre. "Una vicenda, io credo - aggiunge - che non può essere dimenticata, soprattutto dai giovani d'oggi e che, come giustamente è stato previsto dal Ministero della Difesa testimonia il sacrificio proprio di quei ragazzi che persero la vita durante il sanguinoso conflitto del '15-'18". Naturalmente la comunità arconatese non ha mancato di dedicare una piccola via ai "Ragazzi del '99".
